ITE, MISSA EST

Ite, Missa est è un monologo a due voci: un sacerdote che dice messa ed un uomo con una valigia.

Due storie apparentemente distanti, come quelle che i due personaggi raccontano: la prima è quella dello IOR, la Banca Vaticana, a partire dalla sua fondazione (nata coi Patti Lateranensi del ’29), fino al 1986, al culmine dello scandalo che coinvolse Marcinkus, Gelli, Sindona e Calvi.

L’altra è quella dei mondiali di calcio in Argentina nel ’78, sotto la dittatura di Videla, conclusasi con la vittoria dei padroni di casa, tra partite comprate e arbitraggi compiacenti.

Volti, nomi e fatti che riaffiorano dal passato, per scoprire che il legame tra i due eventi non è poi così labile e che il potere agisce sempre per il suo tornaconto.

Don Dario, un parroco umile che nella sua ultima omelia racconta fatti circostanziati e dimostrati sulla storia vaticana, si confronta con un personaggio realmente esistito, Jorge Carrascosa, il quale, riportando la cronaca dei Mondiali, ricorda di una dittatura e della sua rinuncia ad essere il capitano di quella Nazionale.

Due figure apparentemente distanti legati da un’amicizia utile a raccontare fatti veri che cominciano a diventare distanti, e che è meglio ricordare, anche in parte per capire di più del nostro presente.

In “Ite Missa Est” Mauro Monni e Andrea Mitri, presentano due monologhi che,  grazie alla regia “cinematografica” di Jean Philippe Pearson, si intrecciano sempre più, finendo col raccontarsi la storia di una scelta comune.